In famiglia

Due anni fa venne a trovarci la nipote del mio convivente e restò nostra ospite per
circa due settimane. Con suo zio aveva sempre avuto un bel rapporto e fui
colpita piacevolmente dal comprendere che mi conosceva molto bene tramite il loro
interagire telefonicamente. La confidenza tra loro era palese, forse eccessiva
in certi momenti visto che il mio uomo se ne usciva spiattellando le nostre
cose più intime in modo dettagliato e senza preoccuparsi troppo di entrare nei dettagli.
Arrivai pure a pensare che tra i due ci fosse stato qualcosa.
Decisi così di restarmene a letto un po’ di più un mattino cercando di capire come
fosse il loro rapporto senza la mia presenza che girava per casa.

Poco dopo mi accorsi che il mio pensiero era infondato, continuavano infatti a parlare come due buoni amici. Quando lei domandò perché non mi fossi ancora alzata a suo
zio, restai colpita dal sentirlo rispondere che quasi sicuramente avevo trascorso la notte a masturbarmi visto che erano due notti che non mi scopava perché stava alzato con lei sino a tardi,
e aggiunse che da quando mi conosceva
erano veramente rare le volte che non mi aveva scopata perché senza cazzo non
ci sapevo stare e aveva paura che se non mi soddisfaceva avrei cercato altri
uomini
. Dopo quella dichiarazione mi fu difficile tirarmi giù dal letto e
presentarmi in cucina, mi rompeva Milena mi guardasse come una assatanata.
I discorsi tra loro fortunatamente cambiarono e mi presentai in cucina spettinata
e fingendomi ancora assonata. Giustificai il mio essermi alzata tardi perché alla
notte una brutta cervicale mi aveva tenuta sveglia diverse ore. Dopo pranzo mio
marito uscì per andare a fare un po’ di spesa. Milena invece scelse di restare
a vedere un film sul divano ed io andai a farmi una doccia subito dopo aver
lavato i piatti.
Uscendo dal bagno entrai in camera mia avvolta dall’asciugamano mentre Milena mi
domandò se volevo anche io il caffè. Mentre cercavo nell’armadio cosa indossare
lei entrò senza nemmeno bussare e dopo aver messo la tazzina sul comò si
sedette sul letto e iniziò a commentare gli abiti appesi dicendo che mi avrebbe
vista bene con un abitino multi color che spiccava tra tutti e continuò ad insistere di volermi vedere vestita così, sostenendo che dopo che l’avessi accontentata mi avrebbe lasciata in pace e avrei potuto mettermi quel che desideravo.
Lo indossai per farla contenta e specialmente perché pensai che se era di coccio
come suo zio non mi avrebbe dato tregua.

“Capisco perché non vuoi indossarlo … se mio zio torna e ti vede con questo abitino chi
lo tiene più!”

Abbozzai un sorriso mentre lei aggiunse che mi stava invidiando il seno che avevo e specialmente
quel che suscitava dentro quel abito.

Si alzò dal letto, venne verso me e mise le sue mani sui miei seni, iniziò a
palparli giocosamente per poi subito dopo iniziare a strusciarsi contro me. Che
non stava scherzando era senza dubbio e se mai ci fosse stato sarebbe svanito
quando mi disse che sapeva che ero una maiala e voleva farmi capire che anche senza cazzo avrei potuto godere ed essere soddisfatta.

Mi fece sedere al bordo del letto, alzò il mio abito e iniziò ad accarezzarmi le gambe, baciandole di tanto in tanto e confessandomi che desiderava farmi godere.

La lasciai fare. Aprì le mie cosce e mentre la sua bocca si dirigeva in mezzo alle
mie gambe mi abbandonai sdraiandomi completamente. Milena mi sollevò le gambe
aprendomele di più, mentre con la lingua continuava a scavarmi dentro con dei
colpi decisi, invitandomi a giocare con le mie dita sul clitoride.
Smise ad un tratto di leccarmi e prese a penetrarmi con tre dita dicendo che voleva guardare
le smorfie del mio viso mentre mi abbandonavo al piacere. La sua voce era
bassa, le sue parole mirate e precise come un cecchino e ad ogni concetto
riusciva a farmi sentire sempre più coinvolta.
“Hai una fica deliziosa, calda e accogliente ed è perfettamente abbinata al tuo viso.
Sapete da insaziabili tutte e due e perdonami se te lo dico ma credo che solo
mio zio non ti basti”
Quel suo pensiero mi gelò. Non mi dispiaceva l’idea mi vedesse porca ma che insinuasse
che tradissi suo zio mi infastidiva. Cercai di dirle che si sbagliava, ma la
ragazza mi spiazzò dicendomi che “mi ero abbandonata a lei troppo velocemente
per essere una che non aveva mai tradito. Sai cosa ha sempre detto mio padre di
te?”
Non mi interessava cosa dicesse suo padre sul mio conto. Milena invece desiderava
farmelo sapere a tutti i costi e mentre continuava a masturbarmi con le sue
dita e mi invitava a continuare a giocare col mio clitoride mi disse che suo
padre più di una volta aveva commentato la mia faccia come quella di una
puttana di alto borgo e aveva spesso insinuato che di sicuro avevo arrotondato
lo stipendio facendo qualche marchetta e che il cornuto di suo fratello se
credeva di essere l’unico che mi scopava era davvero un ingenuo e che doveva
ringraziare che era suo fratello perché altrimenti era già da un pezzo che mi
avrebbe messo in bocca pure il suo uccello.
Mentre mi diceva quelle parole la porta della camera si aprì, mio marito restò qualche
secondo a guardare la scena di lei che mi scopava con le dita. Non sapevo cosa
stava passando nel suo cervello, se poteva averlo infastidito di più quel che
diceva di noi il fratello o veder me con sua nipote. Avanzò di un passo, si
slacciò i pantaloni e mettendosi vicino al viso della nipote le disse che intanto ora era lei quella che doveva dimostrargli quanto fosse troia e che io dovevo mettermi sotto e leccare le sue
palle e che poi ce ne sarebbe stato pure per me
. Avevo torto e non potevo
questionare sul fatto che stava mettendolo in bocca a sua nipote, a dire il
vero mi eccitava pure vedere il suo cazzo così duro. Milena mentre lo
sbocchinava si era scostata lo slip e si era iniziata a toccare per poi con
voce da gattina chiedere allo zio di ordinarmi di leccare di tanto in tanto
pure la sua fornacetta e non solo le sue palle.
Ordinaglielo
tu alla cagna di tua zia! Le rispose stizzito. Lei non se lo fece ripetere.
“hai sentito cosa devi fare? Fai vedere a mio zio che non ti piace solo il cazzo ma
pure la fica!”
Lui in piedi con lei seduta sul pavimento e le gambe aperte, io a carponi con il viso
tra le gambe di lei e che iniziavo a leccarle le grandi labbra già
bagnatissime. Lui ansimava. Lei di tanto
in tanto che diceva a suo zio che la leccavo bene e che di certo stavo soffrendo perché desideravo godere di lui mentre invece era già il terzo giorno che non mi fotteva.
“Facci vedere con cosa ti sei masturbata stanotte” mi disse Milena. Non risposi alla
domanda e lei iniziò ad aprire per prima il mio comodino per vedere di trovarci
qualcosa, poi mise le mani sotto al materasso convinta che qualcosa sarebbe
uscito. Non trovando nulla guardò sotto al letto e lì trovò un cetriolo lungo
circa una trentina di centimetri.
Lo hai comprato tu zio? Non lo aveva comprato lui, lo avevo preso io il giorno prima
nel negozio vicino casa e lo avevo tenuto in borsa sapendo che mi sarebbe
servito durante la notte se mai non avessimo scopato.
Si tratta bene la zia? Disse mostrando il cetriolo.
Alzati e mettiti in ginocchio sul letto mi ordinò mio marito, ti voglio nuda come un
verme quindi togliti questo abito del cazzo!!! Spogliati anche tu nuda disse anche a sua nipote e appena anche lei
fu nuda le ordinò di mettersi al mio fianco perché voleva vedere chi tra le due
era la più sfondata.
Iniziò a scoparci col cetriolo, pretendendo che ci toccassimo. Non avevo voglia di
mantenere più il controllo e quindi mi lasciai andare completamente, godevo
ogni volta che entrava con quel cazzone di verdura e lo invitavo a metterlo
ancor più dentro – sua nipote invece dopo poco lo pregò di fermarsi e ammise
che a lei non era il cazzo quel che le piaceva e che dopo un po’ la
penetrazione la infastidiva specie se era guidata da un uomo.
Mio marito tolse così il cetriolo dalla nipote e afferrò i miei fianchi, e vista la
voglia che avevo iniziò a scoparmi dando alla nipote la zucchina e dicendole
che doveva essere utile e che desiderava fosse lei che mentre lui mi fotteva
iniziava ad incularmi.

Fammi sdraiare sul letto cagna!
Vienimi sopra e … tu inizia a infilare sta cosa dentro al culo di tua zia!

Se sarai brava ad incularla mentre la scopo poi ti prometto che anche tu sarai soddisfatta, ma devi fare un bel lavoro. Non te ne pentirai se la fai godere, perché la zia è davvero una gran porca.


Mi fecero godere come mai mi era capitato prima. Anche se non era la prima volta
che mentre scopavamo mi aveva messo un anal plug nel mio culo.

Quando lui giunse all’orgasmo, io ne avevo già raggiunti diversi ed ero praticamente
spompa, ma non era finita lì c’era Milena ancora da soddisfare.

Milena si mise col le gambe spalancate davanti a me, io come una cagna iniziai a
leccarla, mentre mio marito in piedi davanti al letto mi infilò nuovamente
davanti la zucchina e nel muoverla dentro di me mi disse “questo
ritienilo un regalo di mio fratello, perché se mai fosse qui stavolta non
penserebbe che siamo parenti ma ti scoperebbe come fa da sempre con tutte le
sue puttane”

Milena godette nella mia bocca – io orgasmai sul cetriolo o forse perversamente sull’ipotetico cazzo di mio cognato.

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About animadellalupa

Sono una scheggia impazzita, che vuole interpretare solo se stessa. Sono una donna che non ha studiato sui libri, ma sulla strada. Sono una figlia, che poteva dare molto peggio di quanto non ha avuto, ma che si è sbrigata a diventare grande per prendersi quel indipendenza che desiderava. Sono una passionale, in grado di amare oltre il tempo,oltre le distanze. Sono colei che mai forse capirete, ma che forse ogni tanto vedrete seduta vicino al vostro letto mentre vi accarezza ed asciuga una lacrima. Sono una persona piena di difetti ed imperfezioni. Sono l’amica possessiva, l’amante invadente, la madre apparentemente assente, la nipote che muore insieme a sua nonna, sono la sua essenza, sono la pittrice delle tele che vedrete, sono colei che ha interpretato l’anima della sua musa cercando poi di trasmettere anche altro ad altri,sono una “teachers” reiki usui tibetana karuna che crede che le energie sporche non devono far parte di noi, sono la maga che crede che l’unico filtro d’amore sia l’amore sincero, sono la lealtà che ho sempre pagato cara, sono la pazzia, la depressione, sono il pianto e la malinco-noia, sono chi vivo, sono chi amo, sono sempre qualcosa di nuovo, dentro però a qualcosa che ero già prima, sono chi ero una vita prima di ora, sono la non stella di Black, sono” io nun piango” di Califano, sono “sei metà” di Mina, sono “le fate ignoranti”, sono un cuore di mignotta che bacia in bocca solo il suo uomo, sono una che TUA lo dice se è vero. Sono Sofia degli spiriti, la gipsy mamay dei tarocchi, sono chi forse ancora non saprò, sono “ieri oggi e domani”, sono l’animadellalupa, sono Lucrezia detta la Lu, sono la madre di tre figlie, sono persino una rompi-coglioni, sono una che sta dove sta bene e che trova stupidi coloro che si lamentano di qualcosa che non amano e restano, sono un infedele che non tradisce, sono una che odia gli infami, sono una che pure se non è giusto sempre sceglie l’omertà, sono una che tra la colpa e la ragione sceglie la colpa per non perdersi in inutili chiacchiere, sono una che davanti a chi ha gli studi, si domanda se san cos’è la vita, sono una che sostiene che la diplomazia sia una falsità in maschera, sono una che non piace per come si muove, per come si pone, ma poi tutti desiderano averla almeno una volta come amante e come amica, sono una che ad ammazzarsi ci ha già provato. Sono una che ama il buon sesso, ma che non significa che fotte con tutti, sono una che per il piacere di godere si masturba, sono una che se deve si mette in gioco, chiede che la rete venga tolta, e quando tutti si spaventano del prossimo mio passo non contenta spicco il volo, sono una che la morte la vede come uno start e non come un game over. Sono … sono una che qualsiasi cosa accada resta IO, nel bene o nel male, sarò infatti sempre e solo ciò che vedrete: la LUPA e mi chiedo … ma voi chi siete? Chiedo troppo? No bluff, please!

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