Sottomissione d’amore

Il racconto è per ora concluso ma potrebbe avere dei sequel se ci sono donne interessate a fare la parte di Lei e a scrivere a quattro mani . Potete inviare commenti(anche negativi) recensioni e richieste a raccontierotici1982@email.it

 

Lei : Sento la macchina di Marco nel vialetto di ghiaia che conduce a casa sta arrivando prima del solito stasera.
Le nostre strade si erano incontrate casualmente in ambito lavorativo , da quando lui è diventato consulente informatico dell’azienda per la quale lavoro da anni.
Eccolo ,sento che sta aprendo la porta di casa ed entra a passi veloci, precipitandosi in cucina dove io sto preparando la cena , senza dire una parola. Continue reading

Comprato dalla proprio matrigna 2 -La prima mattina da sottomesso

Puntuale alle ore 7 sentii girare la chiave nella toppa della mia camera . Eleonora si avvicinò al letto e senza dire una parola mi slegò le mani.
Indossava una camicia da notte bianca , che faceva vedere in trasparenza il suo intimo bianco.
Mi guardò negli occhi e mi disse :
“Preparami la colazione , ti aspetto in camera mia , ovviamente nudo.”. Poi guardandomi tra le gambe prima e negli occhi poi mi disse sorridendo: Continue reading

Ma tu sei tu


Il sole è pallido, si spinge tra una nebbia che sta svanendo, il mondo sta iniziando a svegliarsi attorno a me, sono quasi le 8,30 ed ancora in sottoveste giro per casa. Ti aspetto, presto sarai con me. Non so se resterai pochi minuti o tutto il giorno, ma so che di quel tempo che mi dedicherai, starò bene.

Non sono truccata, ho solo un velo di Cupra sul viso, i miei capelli sono spettinati dal letto che sino a poco fa sapeva dei miei sogni con te.

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Comprato dalla propria matrigna

“Adesso basta ! E’ insopportabile una situazione simile. Io lavoro per mantenerti nonostante non sono tua madre e tu passi tutto il giorno sul divano senza fare il minimo sforzo per cercarti un lavoro e senza fare nulla in casa ! Guarda che disordine ! Adesso basta ! E’ ora di cambiare registro caro Marco !”
Era l’ennesimo sfogo della mia matrigna, Eleonora ,contro di me.

Vi racconto in breve la nostra “storia” famigliare.
Io sono Marco 32 anni, i miei sono divorziati da quando ne avevo due ( mi avevano concepito appena 20enni).
Dopo aver vissuto con mia madre e il suo nuovo compagno fino a 21 anni,mi ero spostato a vivere con mio padre. Continue reading

Nel retrobottega del fruttivendolo

Per tutta la vita aveva solo fatto la signora. Suo marito era un imprenditore di successo e lei era sempre stata a casa a pensare solo ad andare in palestra, dal parrucchiere, dall’estetista. A mandare avanti casa ci pensava la domestica. Poi la crisi aveva colpito anche suo marito e la domestica era stata licenziata. Così ora le toccava sfacchinare per casa e fare la spesa. Quest’ultima cosa soprattutto lei odiava, il dover avere a che fare con negozianti rozzi, brutti e ignoranti. Lei, una signora di così alto lignaggio. Però il fruttivendolo sotto casa tutto sommato non era così brutto. Continue reading

Il nemico – parte terza

-Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza- Antoine de Saint Exuperyimages

La notte passa insonne, come al solito. Nulla è più alienante della mancanza di sonno. Mi sento svuotata, sfruttata, prigioniera di un sentimento poco pulito. Non è giusto che qualcuno mi tolga il sonno. Non è giusto che uno sconosciuto mi neghi una cosa che, alla nostra età, dovrebbe essere voluta da entrambi.

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Il nemico – parte seconda.

L’angelo o il diavolo, qual era la sua essenza? Quando ancora potevo scegliere, lui ha sospirato, e io mi sono persa nel suo sospiro. Ma forse non ho mai potuto scegliere.

Vado a casa, e mi tremano le gambe . Chiamo un’amica. Non sto più nella pelle. Le emozioni che ho provato mi pervadono. Sono già sua. Non ci scriviamo, non ci sentiamo per tutta la sera, non ci sarebbe nulla da dire. E di nuovo non dormo . Un’altra notte passata insonne, pensando alle sue mani. Pensando al suo odore. Pensando a lui. Continue reading

Non gioco più (seconda e ultima parte)

Ero così furiosa con Carmelo ed eccitata che dire “SI” mi sembrò l’unica vera soluzione.

“Bene” disse con tono soddisfatto Giovanni. “Ora che anche Sofia è d’accordo, propongo sadicamente una pausa, tanto Sofia è così eccitata che non farà altro che desiderare che torniamo a prenderci cura delle sue voglie e state pur certi che più attenderà e maggiore sarà poi la sua foia nell’appagarci.” “Forse ciò che ti chiedo ora Sofia può suonarti strano, ma desidererei tu ti facessi una doccia e poi che ti truccassi abbondantemente per noi, e visto che non sono cattivo come sembro ti consegno questa busta, convinto che indosserai volentieri per noi queste cosucce che ti ho comprato e che desidero tu ritenga sin da ora un omaggio alla tua femminilità”. Continue reading

Il nemico prima puntata

Guardami, e trova il coraggio di andartene- sembrano dire i suoi occhi chiari- sono colui che puo emozionarti o distruggerti, se ne ha voglia – Mi sfida. Così ho vinto la paura e mi sono tuffata nell’azzurro dei suoi occhi. Purtroppo…

Un innocuo bagnoschiuma. Non morde di sicuro.
Lo tiro fuori, prendo la confezione; le mie dita indugiano sul tappo, poi lo svitano; lo accarezzo come se si trattasse di un oggetto prezioso, lo porto al viso e, dopo averne annusato la fragranza, lo Richiudo subito e lancio la confezione sul sedile della macchina; eppure, nonostante stia combattendo con una boccetta di plastica, non sono pazza. Non ancora, almeno. Questo povero il bagnoschiuma è un oggetto innocuo di per sé, ma mi rendo conto che in questo momento, per me, è il simbolo del male, perché conosco l’uso che ne farò. Le immagini di quello che sta per succedere mi sfilano davanti agli occhi, e di colpo mi sento soffocare. Continue reading

Talco mentolato

Luigi non si curò che quella mattina in casa nostra stava gironzolando la donna delle pulizie, mi svegliò baciandomi e appena vide che iniziavo ad eccitarmi mi spogliò completamente. Mise una mascherina sui miei occhi, bloccò i miei polsi alla testata del letto e fermò con qualcosa le mie caviglie ai lati del materasso, mettendo un puffo sotto alla mia schiena.

Nel frattempo aveva abbassato la temperatura della stanza, affinché avessi freddo e i miei capezzoli potessero essere martoriati come desiderava e come se non bastasse spalmò qualcosa tra le mie gambe. Continue reading